La Notte delle Rivelazioni: 10 anni dopo

-Che fresca quest’acqua, non mi ricordavo fosse così buona! Dai, facciamo un brindisi…-
-Si, al nostro futuro, che sia sereno, luminoso e dolce, come le stelle di questo cielo!-
-Sempre la solita tu! Facciamo che…brindiamo alla nostra felicità, ovunque essa sia!-

rompere-i-bicchieri-dopo-un-brindisi

Nella sera ormai inoltrata il vento soffiava lieve, creando un’atmosfera strana, dando a quella notte un tocco magico. La luna splendeva tra uno sciame di stelle e gli occhi sognanti delle tre amiche brillavano, non di luce propria ma di luce riflessa. La loro luce l’avevano persa in giro per le strade che avevano percorso negli ultimi dieci anni delle loro vite a furia di porte in faccia e piccoli fallimenti che pensavano non le avrebbero mai portate da nessuna parte. Eppure alla fine quel loro girovagare col desiderio di perseguire i loro sogni le aveva riportate di nuovo li, al punto di partenza, in quel paesino di poche anime ma con ancora una certa poesia. O forse avevano semplicemente dimenticato di averne una di luce, e questo ritorno alle origine poteva rimettere ogni cosa in discussione, rimescolare le carte, dargli il giusto sprint per riprendere in mano i loro tanti desideri e farli diventare realtà.


Attorno a loro era quasi del tutto buio, solo un misero lampione delineava la scena. Quel solito lampione che avevano sempre conosciuto li, fin da bambine, e probabilmente non era mai stato cambiato. I loro pensieri silenziosi erano come lucciole invisibili che faticavano a volare e non riuscivano a rendersi chiari neppure a loro stesse. Si trovavano nella vecchia fontana del paese, erano andate a dissetarsi e a concludere diversamente quel ferragosto finito troppo presto per i loro gusti. Non erano più abituate a quel lento fluire paesano, eppure allo stesso tempo sentivano che era proprio di questo che avevano bisogno. Di fermarsi un attimo e pensare a qualcosa di bello. C’erano cose nelle loro vite che non stavano prendendo esattamente la direzione che desideravano da sempre ma quella sera non volevano parlarne, erano stanche di ripetere le stesse cose e piangersi addosso. Avevano bisogno di un minuto di serenità.

“A volte, anche un brindisi nel buio della notte, tra le foglie pendenti di un salice piangente e davanti a un filo d’acqua cristallina, assume un valore inestimabile solo per chi hai accanto.” Era questo il pensiero delle tre ragazze che credevano quasi di esser state catapultate dentro un film, eppure non aveva nulla di sorprendente quella serata.

Mentre Carla pronunciava quel brindisi non troppo adatto ad un’ormai trentenne si sentiva un po’ stupida, o forse, come al solito, un po’ troppo sdolcinata, ma le amiche la conoscevano da una vita e sapevano che quello era il suo modo di vedere la vita e non sarebbe cambiata mai. Le altre aggiunsero invece qualcosa a quel momento: un brindisi alla felicità! Così, alzando quei tre bicchieri di plastica pieni di acqua fresca e rivolgendo gli occhi al cielo, brindarono alla loro felicità! Quella felicità di cui avevano parlato tanto e che forse non avevano ancora trovato completamente nelle loro vite. Perchè non possiamo fare a meno della felicità e la cerchiamo continuamente, soprattutto quando ogni cosa sembra andare storta, quando non riceviamo le soddisfazioni che vorremmo, quando ci sentiamo soli o messi da parte da chi amiamo. Sempre e continuamente felicità. Solo che spesso ce l’abbiamo proprio lì, davanti ai nostri occhi e non la sappiamo riconoscere, perché crediamo che per trovarla ci sia bisogno chissà di quali prove! E invece magari delle volte è molto più semplice. Ma ciò che è semplice, per noi, instancabili “ricercatori del meglio”, non è abbastanza. Ciò che è semplice non riusciamo a vederlo, siamo tutti un po’ miopi in questi casi e guardiamo lontano, troppo lontano, senza aver cura del presente.


La felicità delle tre amiche in quel momento era l’essersi ritrovate dopo tanto tempo a fare quello che mille volte avevano fatto da ragazzine: bere l’acqua dalla fontana. Erano quelle stelle e quell’atmosfera magica che avevano dimenticato esistesse, ma anche la speranza che qualcosa potesse ancora cambiare. Ognuna di loro sapeva cosa avrebbero voluto in quel momento, ma nessuna osava iniziare a parlarne, mancava qualcosa o forse qualcuno, ma non era giusto rovinare la serata con le solite frasi tristi. I pensieri che le attraversavano erano più o meno gli stessi, eppure non lo sapevano, i piacevoli ricordi adolescenziali sembrano lontani anni luce dalle preoccupazioni delle tre donne che erano diventate.

Marta, Carla ed Elisa, erano questi i loro nomi, erano tre ragazze come tante, un po’ deluse dal mondo ma non da loro stesse, quasi trentenni con dentro la voglia di far prendere una piega alla loro vita, senza mai dimenticare ciò che conta davvero. Pronte ad immergersi in un mondo del lavoro che sembrava non essere ancora pronto ad accoglierle ma con la certezza che in un modo o nell’altro ce l’avrebbero fatta.
Erano amiche da una vita è vero, ma in questi anni di tanti cambiamenti a volte si erano allontanate, non erano sempre state presenti come avrebbero voluto e probabilmente si erano perse pezzi di vita l’una delle altre che non sarebbero tornati indietro, per questo era davvero una fortuna ritrovarsi ancora insieme ora, proprio ora che ne avevano bisogno. Era una fortuna potersi guardare ancora negli occhi e sapere che quell’amicizia si era conservata tale e quale a quel lampione vicino alla fontana, vecchio si, ma che faceva ancora il suo dovere: illuminava quella scena dandogli un tocco di magia.


Quella sera si sentivano come travolte da un vortice di emozioni, non capivano cosa scatenasse in loro questo sentimento, sembrava un momento surreale, uno stato in cui ti viene da chiederti: come mi sentirò quando il sogno sarà finito? E invece era tutto vero, tutto perfetto. E dopo quel bicchiere d’acqua di fonte gli occhi delle tre amiche iniziavano a brillare di una luce nuova. Erano rimaste solo in tre e probabilmente avevano da raccontarsi molto più di quel che credevano. Questa serata era capitata al momento giusto, non era stata progettata, era accaduta come se qualcuno avesse previsto tutto e organizzato ogni dettaglio. Dovevano ritrovarsi e raccontarsi perchè quella era la notte delle rivelazioni, una di quelle che capita solo una volta ogni 10 anni, e loro dovevano viverla!

-Mi sposo- disse Carla -e sono incinta- aggiunse!
-Che bello! Siamo felicissimeee, questa si che è una sorpresa!! Qualcos’altro?-
-Si…vorrei che foste le mie testimoni!-

E furono lacrime.
E così andarono avanti per tutta la serata

Pubblicato da

Trentenne, comunicatrice di natura, scrittrice per hobby e amante del mare. Una sarda con il sole negli occhi.

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