Come mi immaginavo a 30 anni

Tratto da “La notte delle rivelazioni”, racconto scritto quando avevo 19 anni. Una delle protagoniste aveva tanto di me e nel mio inconscio immaginavo che a trent’anni ogni cosa avrebbe preso una piega, quella giusta.


“Io, mani in tasca, sciarpa al collo e cappellino di lana, penso a quella famosa estate delle stelle cadenti  che porto gelosamente nel mio cuore, è un ricordo che mi accompagna spesso, quando, affacciandomi alla finestra, purtroppo non posso ammirare le stelle. Qua a Roma è difficile anche vedere il cielo ed è la cosa che più mi manca! Penso a quelle due amiche che non sento più tanto spesso, le nostre strade hanno preso direzioni differenti, ma ogni volta che ci rivediamo basta davvero poco per ritrovarci! Facciamo a gara per raccontarci tutte le nostre disavventure. (…)

Credevo di poter cambiare tutto di me. Io che ho provato a realizzare i miei sogni, ci sto ancora provando e forse non smetterò mai di ricercarli nella mia vita. Non sono una scrittrice di successo, riesco solo a far emozionare mia mamma con i bigliettini di compleanno e non abito in riva al mare, ma sono pienamente soddisfatta della mia vita.

Chi l’avrebbe detto che, dopo una laurea in giornalismo, avrei lavorato come “porta caffè” in diverse redazioni, dove comunque ho imparato molto; e dopo questi anni di gavetta finalmente avrei trovato un lavoro più soddisfacente nella redazione di un piccolo giornale che si occupa di teatro e poesia. 

Quando a 18 anni facevo programmi per il futuro non avevo certo messo in conto che mi sarei dovuta trasferire a Roma, che avrei cambiato tante cose nella mia vita per cercare quel piccolo spazio che mi spettava! Chi l’avrebbe detto che l’amore sarebbe arrivato, proprio quando era l’ultimo dei miei pensieri, mentre io ero una quasi trentenne che cercava di farsi largo nel mondo del lavoro!

Sono innamorata, ora so cosa vuol dire la parola Amore e so quanto sia bello sapere di avere una persona al tuo fianco a cui poterti affidare completamente.

Sono Felice, non so dire altro. Anche se tutto questo non l’ho mai sognato, il destino, la sorte, come la vogliamo chiamare, è stata molto più brava di me, dei miei sogni. E’ vero i sogni sono una cosa, la vita è un’altra ma, c’è sempre una via di mezzo che ti permette di renderli reali. Io ci sono riuscita!

Quasi dimenticavo… Luca, il mio amico, per anni è scomparso dalla mia vita, ogni tanto mi arrivavano sue notizie e scoprivo ogni volta che si trovava in un posto diverso del mondo. Lui ha viaggiato molto, ha studiato, ha lavorato, è stato molto impegnato e non è stato più facile tenerci in contatto. Ho creduto di averlo perso per sempre. Ma nel mio intimo l’ho sempre pensato e speravo che un giorno le nostre strade si sarebbero ricongiunte; ed è proprio qui a Roma che ci siamo ritrovati qualche anno fa.

Anche Luca lavora qui, lui è un pubblicitario, dovrebbe uscire dal suo ufficio da un momento all’altro, lo sto aspettando proprio qui di fronte, non vedo l’ora, ancora non sa che diventerà papà!”


Questo racconto l’ho scritto più di 10 anni fa. Su una cosa avevo ragione, la vita è molto più fantasiosa di noi! Roma resta ormai un ricordo, Milano mi ha accolta ormai due anni e non ho ancora perso la voglia di scrivere.

Pubblicato da

Trentenne, comunicatrice di natura, scrittrice per hobby e amante del mare. Una sarda con il sole negli occhi.

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