Il gioco del Silenzio

Mamma, prima di salutarmi mi ha sussurrato un “fai da brava con tuo papà!” ma io sono brava, me lo dicono tutti.  Io annuisco e le do un bacio forte.

Questa volta non la vedrò per una settimana la mia mamma. E’ la settimana che il giudice ha dato al mio papà, vado con lui a Torino.

Poi guardo meglio il mio papà ma ha lo sguardo basso lui, non mi guarda più come quando viveva ancora con la mamma. Si sono detti tante cose brutte loro due e io mi sono tappata le orecchie perchè non volevo proprio sentirle. Pensavo che poi avrebbero fatto pace, come le altre volte, e invece no.

Mi hanno parlato e spiegato come stavano le cose. Papi è partito e mamma sembrava un pò felice e un pò no. Forse si aspettavano una risposta da me, ma io non sapevo proprio che dirgli. Così li ho guardati bene negli occhi e poi sono tornata a giocare nella mia stanza, in silenzio. Con la speranza che mi dicessero che era tutto uno scherzo.

Le maestre a scuola dicono che chi riesce a stare per più tempo zitto e composto vince un premio. Lo chiamano “gioco del silenzio”.

Io l’ho iniziato da qualche settimana e sto reggendo bene. Non devo cadere ora, sul più bello, perchè vorrei un premio grande e me lo voglio meritare.

Siamo in treno e questa signora che sta seduta davanti a me mi guarda e mi sorride. Anche io le faccio un sorriso. Mi chiede come mi chiamo, lei non sa del mio gioco del silenzio, che faccio? Se le rispondo ho perso per sempre. Mi dice che sono proprio brava, non ho fiatato per tutto il primo tratto del viaggio. Ho solo indicato a papà la busta del panino che avevo voglia di mangiare e lui ha capito.

La signora insiste, guardo papà, ma dorme. Lui dorme sempre durante i viaggi!. Non mi racconta mai nulla.
Lo guardo mentre la signora aspetta una risposta da me. Mi assicuro che papà stia dormendo sul serio prima di sussurrarglielo: “Alice”, le dico sottovoce.

Vero che non conta? Non ho perso il mio gioco del silenzio?

 

La signora qui davanti mi sta facendo tanti complimenti! Io sorrido perchè mi piace davvero sorridere, mamma dice che il mio sorriso è il più bello del mondo, ma secondo me il più bellissimissimo del mondo è il suo. Anche se ultimamente non sorride mai, è sempre un pò arrabbiata e dice che il mio gioco del silenzio la sta innervosendo. Ma un giorno mi ringrazierà, ne sono sicura! Perchè il mio premio magari è anche un pò il suo.

E poi un’altra cosa: non devo piangere mai! Mai, mai, mai! Papà me l’ha detto tante volte che non devo piangere, perchè le bambine grandi come me non possono farlo. E poi se non piango mamma e papà non si preoccupano per me.
Negli ultimi mesi mi fanno tante domande. Sembrano preoccupati. Ma è solo il gioco del silenzio! Prima o poi, quando saprò di aver vinto davvero, allora magari rinizierò a parlare.

Certo, a volte mi viene anche da piangere, perchè mi mancano le cose che facevamo tutti e tre insieme. Le domeniche in bicicletta o le passeggiate per andare a mangiare il gelato. Mi manca pure quando mi infilavo nel loro lettone e loro mi facevano le coccole. Però io lo so che non devo piangere e non piango. Mi vengono gli occhi lucidi a volte ma poi mi passa, tanto io sto facendo il gioco del silenzio e vincerò un premio grandissimissimo!

Non parlo, non piango ma sorrido, è il mio modo per digli che va tutto bene.

Anche se non mi piace tanto quando devo salutare mamma e andare con papà. Lo so che lui mi vuole bene, ma è distratto e non parla neanche lui. Cioè, a volte parla, ma solo con quelli del lavoro che lo chiamano. O per chiedermi cosa voglio da mangiare. O altre cose così. Non so se gli adulti abbiano altre regole per questo gioco, forse hanno un permesso speciale e possono decidere quando possono parlare e quando no. Non lo so, ma comunque sono sicura che vincerò io.

La signora qui di fronte a me forse vorrebbe parlarmi, mi guarda sempre! Mi ha anche detto che ho degli occhi bellissimi. Sono come quelli di mia mamma, vorrei dirle. Forse è per questo che papà non mi guarda più negli occhi… Una volta ho sentito che diceva che non riesce più a stare vicino a mia mamma. Un giorno le ha detto che non voleva più guardarla in faccia, o forse che non ci riusciva. Bo, non so perché! Io a volte gli adulti non li capisco bene. Dicono cose che poi ne vogliono dire altre. Non so cosa sia successo tra di loro.

Io li volevo insieme. Non che ogni volta ne saluto uno e vado con l’altra e viceversa. Devo sempre rinunciare ad una mano che mi stringe… Invece era così bello quando mamma e papà mi prendevano uno da una parte e una dall’altra e poi mi sollevavano per farmi fare l’altalena. Io mi divertivo tanto con loro. Ora no…

E poi devo prendere sempre il treno e fare un giro lungo lungo perchè mio padre ha dovuto cambiare città per il lavoro. E forse questa cosa a mamma non piaceva tanto! Io comunque ormai ho imparato tutte le fermate. Torino viene dopo Milano. Quando leggo MI-LA-NO so che manca poco e almeno potrò andare a guardare la tv.

Mi mangio il panino di papà, lui dorme ancora, che mi sembra che questa signora simpatica voglia farmi un’altra domanda, ma io non posso mica parlare con la bocca piena!

Ecco, si, ho trovato il modo per vincere al mio gioco! Se mangio non posso proprio parlare.

Pubblicato da

Trentenne, comunicatrice di natura, scrittrice per hobby e amante del mare. Una sarda con il sole negli occhi.

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