Il Primo Giorno D’Estate

Il primo giorno d’estate è sole che batte forte e non fa male, ma ti dà energia e ti fa sentire speciale. Il mare con i suoi profumi inebrianti e il tuo sguardo libero di poter guardare avanti. I tuffi, le creme e chi in riva ti tiene d’occhio, prima che tu possa finire di sotto. “Non ti allontanare troppo!” diceva mia madre, ma nel frattempo papà mi insegnava a nuotare. Un giorno, così, prendendo il largo da sola, sarei stata pronta per andare e tornare. Libera e certa che quello sarà sempre il mio mare.

Il primo giorno d’estate è pura bellezza da contemplare, ma anche una vena di malinconia per quello che hai perso e non puoi ritrovare. Profumi lontani di cose vissute. Sensazioni cambiate col passare degli anni. Ah, se avessi fatto meno danni! Son finite le estati di canzoni stonate, giochi d’acqua e scoperte proibite e ora mi guardo e sorriso al pensiero di incontri furtivi, ma senza rimpianto.

Il primo giorno d’estate lo senti dentro dilagante, ti risveglia da quel torpore non voluto, che l’estate va vissuta ed è appagante. E’ una porta che si apre e una ferita che porti dentro. Il ricordo di giornate infinite da vivere all’aperto. Un giorno che inizia col piede sbagliato, un amore mancato, un legame cercato. Quello sguardo incontrato per caso e quel sorriso che ad accoglierti non hai più trovato. E’ un addio a qualcosa, un andare incontro all’amore. Porte che si aprono, finestre che chiudi, che qualcuno riposa.

Il primo giorno d’estate è una stretta di mano che non sei riuscito a dare, il sapere che un fiore ha un profumo un pò strano. Persone che senti ma non sono vicine. Un bacio dato di nascosto in quel buio cortile. Gliel’avresti dovuto dire che andavi di fretta, mica è peccato tornare ancora a cercare qualcosa di buono che avresti dovuto provare. Una lettera letta in angolo piano, le lacrime scendono ma nessuno lo nota. Il mondo che non senti più così buono. Una parola di troppo che poteva far bene, ma invece ora il cuore si sente in catene.

Il primo giorno d’estate è aria da respirare, quando una terrazza in città sembra quasi un buon posto, quando le ferie d’Agosto sono troppo lontane. Qualcosa che hai perso, per sempre, in un disattento sorriso. Le ciliegie fresche arrivate da chissà dove, un costume nuovo pronto a essere usato. Ma c’è da aspettare, il tuo volo è saltato! L’estate che fa fatica a prendere colore e tu che hai paura ma non sai bene di cosa.

Il primo giorno d’estate è confusione a palate. “Perché?” mi son chiesta e non l’ho mai capito. Una giornata che sembra non finire, scoprire quanto possa far male un dolore. Il primo giorno d’estate è speranza, coraggio, una rondine sola che sembra un miraggio.

Il primo giorno d’estate è sempre speciale. Tu che mi guardi ma non osi parlare. Chissà se pensi sia ancora la stessa! Io veloce mi tuffo per provare a nuotare, come fosse il mio mare, poi mi accorgo di essere solo in una triste piscina. Vedi la donna che sono o quella paffuta bambina?

Il primo giorno d’estate è una domanda costante che tengo in sospeso ma prima o poi le dò un peso.

Estate mia cara, lo sai che ogni anno ti aspetto, se hai voglia mi trovi a guardar le stelle nel solito tetto.

Pubblicato da

Trentenne, comunicatrice di natura, scrittrice per hobby e amante del mare. Una sarda con il sole negli occhi.

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