Tra le righe della vita: il Prologo

 

Oggi vi faccio un regalo.
Prendetelo come un assaggio di qualcosa che sta nascendo pian piano tra il mio cuore e le mie mani. Qualcosa che spero un giorno veda la luce…

PROLOGO

Quando ero bambina e nei film vedevo quelli che partivano con grandi valigie con un biglietto di sola andata, li invidiavo e mi dicevo: “che bello che dev’essere farlo! Anche io un giorno voglio partire, esplorare il mondo e non tornare per un bel po’. Anche io un giorno lascerò questo paese e tornerò solo una volta l’anno e tutti mi saluteranno come se fossi importante. E avrò tante cose da raccontare e rivedendo il mio paese tutto mi sembrerà bello, unico.”
Poi da ragazzina, quando sentivo i racconti di qualche parente o lontana conoscenza che l’aveva fatto, che era partito ed era rimasto per molto tempo lontano da qui, mi convincevo ancora di più che anche io prima o poi avrei dovuto farlo. Sentivo nelle parole di quelle persone un senso di libertà che qui non avrei mai trovato, forse. Una libertà che era più che altro mentale e che mi affascinava. Probabilmente non la capivo del tutto, eppure mi attirava, mi spingeva a pensare che l’avrei dovuto provare pure io quel senso di libertà, per capire meglio di cosa si trattasse.

La verità però è che c’è qualcosa, nel partire, che nessuno ci racconta mai, ed è esattamente quello che un giorno prima o poi a molti capita di provare. Che sia per un viaggio o per lavoro o per scelta o per obbligo non importa, partire vuol dire lasciare qualcosa. Partire vuol dire sentire quel groppo in gola e gli occhi luccicare, ma sorridere, sempre, perchè in fondo si sente dentro una grande energia, un senso di euforia. Oppure delle volte partendo vogliamo solo dimostrare di essere felici. E in fondo lo siamo. Ma lasciare casa, affetti, abitudini, punti di riferimento è sempre come un tuffo nel buio: a volte ti può andare bene, altre devi essere molto bravo ad attutire il colpo, a raccogliere i pezzi di te stesso che chissà dove sono finiti al momento dell’impatto. Ecco perchè dicono che nessuno sia più lo stesso dopo un viaggio, perchè qualche pezzo lo perdiamo per strada e qualche altro lo mettiamo sulle spalle per proseguire il cammino. Per necessità, per scelta, perchè ci va. E non c’è niente di sbagliato, anzi. La regola è: ogni cosa è lecita pur di sopravvivere.

Ma i viaggi di sola andata hanno un sapore ancora diverso, mica è come una vacanza programmata, mica in valigia hai il costume o la tuta da sci, in valigia devi mettere molto di più che quattro vestiti. Ci devi mettere te stesso e tutte le tue buone intenzioni a non fallire, a non mollare, a credere nel viaggio in cui stai andando incontro. Perchè la verità dei biglietti di sola andata è che nel momento in cui li fai non hai la consapevolezza che passerà davvero così tanto tempo prima di tornare. Parti allo sbaraglio, quasi convinto che dopo qualche mese sarai di nuovo li, al punto di partenza. Ma non è mai così, perchè nell’istante stesso in cui l’hai solo pensato, di lasciare tutto e partire, hai già innescato un cambiamento, ma non uno da quattro soldi, uno di quelli che hanno bisogno di tempo, appunto.

Così dopo aver fantasticato per molti anni su viaggi mitici e aver collezionato decine di biglietti andata e ritorno, stavolta stavo partendo davvero per un indefinito anno in Australia. Una valigia modesta, ma un grosso peso sullo stomaco, di quelli che sanno di cose non dette, momenti rimandati e storie che sarebbero rimaste in sospeso per almeno i prossimi 12 mesi.

Avevo capito che ero io, da sola, a dover innescare il cambiamento, ero io quella che doveva prendere in mano la sua vita e dargli una piega, come? Andando a cercare la mia libertà. Quella che molti prima di me si erano conquistati. O regalati. Lo dovevo ancora scoprire.

Da “Tra le righe della vita” ‪#‎ivoltiraccontanostorie‬

Pubblicato da

Trentenne, comunicatrice di natura, scrittrice per hobby e amante del mare. Una sarda con il sole negli occhi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...